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The M. Point

marzo 2014

ISRAELE - Betlemme e Gerusalemme - giorno 4

     Il quarto giorno è stato quello che mi ha segnato di più. Inizio il racconto.

Ci siamo svegliati alle 7, trovando nell'hotel di Betlemme una colazione finalmente abbondante, e siamo partiti alla volta di Gerusalemme, attraversando il famoso muro che divide le due città, ossia Palestina ed Israele; abbiamo visitato il quartiere Ein Karem, dove si trovano la fontana, dove Maria incontrò sua cugina Elisabetta, al sesto mese di gravidanza, presso la casa estiva di quest'ultima, e la chiesa dedicata a Sant'Elisabetta, un luogo di culto stranamente molto femminile e pacato all'impressione.

Abbiamo poi visto il Santuario di San Giovanni Battista, che si presenta come una chiesa particolare rivestita di piastrelle decorate di blu, e al piano inferiore troviamo la grotta dove è nato Giovanni, figlio di Elisabetta e Zaccaria. Successivamente ci siamo spostati al Santuario della Visitazione, luogo bellissimo composto dalla chiesa, progettata dall'architetto Barluzzi, e dalle grotte dei tre pastori, che hanno ricevuto l'annuncio della nascita di Gesù. Le grotte sono molto grandi, e la roccia è calcarea, quindi facilmente scavabile; esse sono collegate sotto da cunicoli.

Pranzo in un ristorante bellissimo, tipico della città, molto accogliente, dove mi sono riempito di patate bollite e fumato il Narghilè.

Dopo siamo ripartiti per Betlemme, in direzione del Santuario della Natività, dove il Don ha celebrato la Santa Messa, natalizia, ricordando che il Natale è una festa della responsabilità e non solo della gioia. La chiesa è divisa in due parti: quella cristiano cattolica e quella cristiano ortodossa, sotto la quale si trova la Grotta della Natività.


Nel tardo pomeriggio siamo stati ospiti di un centro di accoglienza per bambini disabili, gestito da un gruppo di suore e da Don Mario Acuna Cornioli, di origine toscana. Riuniti in una stanza abbiamo ascoltato il racconto del prete insieme ai bambini che giocavano con noi: questo luogo si trova a Betlemme, ossia in Palestina, città che è stata divisa dal 2004, con un muro alto almeno 5 metri, da Gerusalemme, città israeliana. Le persone che nascono in questa sorta di "prigione", in quanto grande 5 km per 5 km, ricevono un passaporto verde, sono confinate qui dentro, senza possibilità di uscire, se non con permessi speciali, ossia aspettare tutta la notte vicino alle porte nel muro, e solo i più fortunati, possono entrare, dopo essere stati umiliati dagli ebrei israeliani. Chi invece nasce a Gerusalemme, o comunque fuori dal muro riceve un passaporto blu, che gli consente di essere libero di spostarsi nello stato. Il lavoro di questi grandi uomini, come Don Mario, è indescrivibile; egli aiuta questi bambini, in questa struttura costruita grazie ai fondi arrivati dall'Italia. I bambini che vi abitano spesso hanno malattie molto gravi, tanto da dover essere operati, cosa difficile in quanto residenti a Betlemme, e gli ospedali si trovano fuori dal muro. Sono considerati palestinesi, non bambini, e trattati in modo disumano dagli abitanti, ancora chiusi nei confronti dei disabili; essi nascono così in seguito a matrimoni tra persone delle stesso sangue, dovendo stare in questi 25 km quadrati di spazio. La fortuna che abbiamo noi, che spesso ci lamentiamo di futilità e cazzate, è tantissima, per il fatto di poter essere liberi, di poter vivere e non sopravvivere. Ci è stato raccontato anche che spesso di notte molti ragazzi vengono portati fuori dai soldati, picchiati, e molti anche uccisi. Di queste situazioni da noi in Italia, tramite i principali canali di informazione, arriva pochissimo e non in modo completo. Vedere con i propri occhi questa guerra invisibile, ai piani alti, è toccante. Invito chiunque voglia di visitare il sito di questa Casa di accoglienza, Hogar Nino Dios, e per chi abbia voglia di fare un bel gesto, di sostenerla con una donazione (metto una foto sotto con l'Iban e i contatti per verificare voi stessi).

Ti ringraziamo per aver letto il nostro post.

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